Analizzando il sondaggio, puramente per sfizio
e senza pretese di verità assoluta, emergono alcuni aspetti che ci
indicano i criteri con i quali i climbers determinano l’influenza che un
cosiddetto “big” ha sulla pratica e lo sviluppo del nostro sport
preferito.
Il primo aspetto evidente è che
il più forte e titolato garista internazionale che l’Italia abbia mai
avuto, sia il meno votato nel sondaggio. Ricordiamo che
Core
è stato il primo italiano a vincere
una Coppa del Mondo (1999 nel boulder), l’ha rivinta nel 2002, ha vinto
il Campionato Europeo sempre nel 2002 e il Campionato del Mondo nel
2003!!!. A quanto pare le gare non sembrano influenzare affatto
l’evoluzione e lo sviluppo della scalata nel nostro paese.
Un altro aspetto curioso emerge
dalla poca considerazione nei confronti di “Jolly”
Lamberti, primo
italiano a realizzare un 9a e per di più in terra straniera, “Hugh” a
les Eaux Claires(fu inoltre la prima ripetizione mondiale di un 9 di
Fred Rouhling) , realizzatore già dagli anni ottanta di itinerari mitici
in giro per l’Europa (“La rose et le vampire” ,”La rage de vivre”, “
Agincourt”…) , apritore di numerosi tiri in centro Italia e impegnato
nello sviluppo e nella ricerca nel campo degli allenamenti con una
scuola di arrampicata, siti web e pubblicazioni. Sembrerebbe quasi che
l’arrampicata che “conta” venga solo dal Nord anche secondo i climber
del Centro-Sud che sono comunque tra i più numerosi per numero di
visitatori sul nostro sito e quindi scongiurano il fatto che si tratti
di risultati puramente campanilistici.
Il capitolo
Manolo
ci sembra
invece indicare il fatto che probabilmente la sua attività piuttosto in
disparte dal resto della scalata nostrana, il non aver girato molto le
falesie e salito le vie dure del nostro paese, abbia influenzato la
maggior parte dei votanti che probabilmente non lo hanno mai visto
scalare.
Per quanto riguarda invece i
tre più votati, si tratta di personaggi che si sono sempre messi in
gioco su vari terreni , quindi anche nelle gare, e hanno realizzato vie
dure in svariate falesie italiane e straniere negli ultimi vent’anni.
Mentre il Brenna
poi, può puntare su una grande popolarità, dovuta al suo carattere e
alla sua disponibilità, sempre apprezzata dai climbers , per quanto
riguarda
Gnerro
e
Scassa,
gioca a loro favore secondo noi anche il fatto di avere chiodato molte
vie nel corso degli anni, creando diverse falesie che hanno dato
l’impulso determinante alla scalata in alcune zone d’Italia. In fondo,
per tornare alla domanda del sondaggio, cosa segna di più l’arrampicata
in un paese se non proprio la roccia, le vie insomma che restano a
disposizione di tutti e che ci permettono di confrontarci con noi stessi
e con gli altri?