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Interview :
Severino
Scassa

Incontriamo ad
Andonno, sua terra di adozione, Severino Scassa, mito della scalata
italiana e tra i top mondiali negli anni ’90 sia nelle competizioni che
in falesia.
Primo al mondo a
salire un 8c in giornata “Le Plafond” a Volx nel ’92, primo a salire un
8b a vista “Sarre 2000” nel ’93 (poi svalutato a 8a+), primo italiano
sull’8c+ “Noia” ad Andonno nel ’93, in gara invece già nel ’91 è secondo
in Coppa del Mondo a Vienna dietro un certo Legrand e davanti a nomi
come Tribout, Hirayama, Glowacz, Moon, Raboutou…….
Negli anni poi
continua l’esplorazione dell’alta difficoltà in falesia realizzando
circa una ventina di tiri tra 8c e 8c+ e soprattutto si dedica con
passione alla chiodatura attrezzando centinaia di vie di tutte le
difficoltà nella zona di Andonno e creando falesie che sono dei veri
gioielli come Tenda, La Discoteca e ultimamente la splendida Pian
Bernardo.
Da qualche anno è un
po’ uscito di scena, poi improvvisamente lo rivediamo attaccato alle
vie dure e, per la gioia di tutti, ha anche ripreso in mano il trapano…
-
Allora Seve sei tornato in falesia?
Beh
sì, è stata una pausa forzata la mia, ho dedicato gli ultimi tre anni a
sistemare la palestra che ora gestisco a Chiusa Pesio vicino a Cuneo. Se
inizi un
lavoro così non riesci a fare altro, infatti non riuscivo nemmeno ad
allenarmi in palestra…Poi non avevo più stimoli, Andonno sempre le
stesse cose, ed invece quest’anno ho ripreso. Mi sono allenato dopo aver
sistemato tutto in palestra ed è stato l’anno dei circuiti: ho detto ai
ragazzi “da oggi meno blocchi e facciamo i circuiti!”. Io sono anche più
bravo nel tracciare e fare i circuiti, li traccio coi piedi obbligati e
la cosa ha avuto successo e anche gli irriducibili del boulder si sono
appassionati a questo nuovo gioco. Molto entusiasmante vedere che tutti
si impegnavano per liberarli, poi i più duri non riuscivano a farli così
mi sono rimesso in gioco anch’io ed è stato un grande stimolo.
-
Chi è oggi Seve Scassa?
Diciamo che è un ex
atleta triste perché negli ultimi due anni ho sofferto molto per questo
abbassamento di livello e quindi sono un arrampicatore che
adesso fa molta
fatica ad accettare di non poter più fare certe vie. La gente quando mi
vede vuole ancora che io le faccia certe vie, però alcune non riesco più
a farle. Sono andato giù a Deversè per tre estati a provare “Kinematix”
e
penso che tutti
sarebbero felici se io la facessi, pure più felici di me…però mi rendo
conto che vie del genere non sono più in grado di farle. Mi manca la
dinamicità, l’elasticità, la motivazione, la voglia di patire…La cosa
però che sto accusando di più è di provare delle vie e metterci tanto
tempo quando una volta le facevo in due tentativi. Questo è difficile da
accettare, difficile anche da capire. Certa gente mi dice “però tu le
hai fatte” sì ma adesso devo accettare di non farle più e di abbassare
notevolmente la difficoltà. Una volta partivo e bum! C’era l’8c in
falesia e io facevo l’8c, adesso se non ho dieci giorni di tempo non lo
provo neanche. Ultimamente comunque va molto meglio ma due anni fa…è
anche per quello che ho mollato parecchio.
- Bene! Così sei
ritornato in falesia, parlaci delle nuove vie ad Andonno
Beh
una è “Anaconda” che ho salito ieri ed è sull’8b+. Io l’avevo chiodata
7-8 anni fa e mi ero reso conto che non si saliva, bisognava scavare e
visto che era il periodo che non si scavava più mi sono fermato e ho
levato le piastrine. Poi un giorno qualcuno ha messo le mani su
“Anaconda” e la cosa che mi ha dato fastidio è che avrebbero potuto
dirmelo, così è venuto un tiro compresso con la difficoltà in tre spit,
io avrei fatto un tiro più omogeneo e non così duro perché non c’è
proprio la linea. L’altra via nuova si chiama “Sevengo” è 8b ed era un
progetto a sinistra di “Mistero” sul quale ho pensato di rimetterci le
mani prima che qualcun altro andasse pure lì. Non è del tutto naturale
ma è venuta una linea divertente molto strapiombante con dei movimenti
originali in discesa.
Sevengo 8b- Andonno (ITA)
- Ultimamente c’è molto fermento
nell’arrampicata cuneese, le falesie sono affollate, sempre più
gente attaccata ai tiri di otto, perfino qualche ragazza…Da cosa dipende
secondo te questo ritorno alla falesia?
Qua in zona penso
dipenda dalla sala nuova ,dai circuiti di cui parlavo prima, poi ho
l’impressione che molti si siano convertiti dal boulder alla falesia.
Non so il motivo, io non ho mai fatto blocchi, penso però che qui non
siano così belli come quelli che vedi sulle riviste, ne ho visti un paio
e credo che dopo un po’ ti viene da lasciare questi “sassetti” e andare
in falesia a fare le vie…Effettivamente passare le giornate dentro un
buco a cercare di staccare il culo da terra…Il livello generale sui tiri
in effetti si è alzato molto qui da noi, credo anche grazie alle vie che
ci sono qua che risalgono a circa 15 anni fa ma sono ancora molto
attuali, nel senso che se fai pannello poi a Tenda o Andonno riesci a
trasformarlo a differenza di altre falesie dell’epoca che ora sono un
po’ nel dimenticatoio come Finale. Secondo me è questo, i ragazzi si
allenano sui pannelli a 45° e poi vogliono provare delle vie simili a
ciò che hanno allenato.
- Anche nel tuo
nuovo sito vengono messe in risalto le realizzazioni di tutti…
Sì,
ho inserito la cronaca delle falesie locali con le realizzazioni e le
foto di tutti , anche se è ancora in
via di
sistemazione, e poi scrivo
anche su una rivista della zona: “Alpidoc”.
- Come
vedi attualmente il livello della scalata italiana in rapporto al resto
d’Europa ed anche rispetto a una decina di
anni fa?
Il livello dei giovani
abbastanza basso, nel senso che dieci anni fa eravamo tutti tanto più
forti e vedo che anche in Francia si sono un po’ calmati. Eravamo più
forti, più affiatati e si facevano vie più dure e gradate più strette.
Adesso vedo che fanno sti 8c troppo troppo in fretta. Un’altra cosa che
mi lascia perplesso è il fatto che quando fanno una via nuova e la
liberano non ci sono più 8b o 8b+, minimo la danno 8c! Poi le
svaluteranno ma passa in secondo piano. Andrada ormai le libera 9a, fa
notizia, l’immagine, la copertina…Un esempio è Dave Graham che ha
svalutato “Bain de saing” a 8c ma per alcuni continua ad essere 9a.
Anche “Elfe” di Fred Nicole che aveva dato 9a/9a+ ed era stata una
copertina della rivista “Roc&Wall”, poi è stata svalutata.
- Vedi
qualcuno in Italia come tuo erede? Un nuovo Scassa?...
Un nuovo Scassa dovrebbe fare le gare, fare le vie dure e
chiodare…Onestamente dovrei pensarci un attimo… però o fanno le gare o
fanno le vie dure o non chiodano proprio! Non so, un erede dovrebbe
avere un livello alto e in questo momento non me lo immagino. Gli unici
sono quelli della mia generazione come Gnerro…che poi ce ne sono anche
pochi! I giovani non chiodano e così polivalenti in Italia non ci
sono…magari in Francia.
- Nella tua carriera hai visto e scalato con tanti grandi
personaggi, quali sono quelli che ti hanno impressionato di più?
Io
sono sempre stato un grande fan di Jibè (Tribout ndr), l’ho ammirato fin
dalle prime gare a Bardonecchia. Più che altro per lo stile di
arrampicata scoordinato che è quello che piace a me. Non mi piace vedere
il “fighetto” tipo Glowacz, mi piace lo scalatore spartano, ansimante,
che tira, magari che scala anche male ma che avanza, che sale anche se
da metà via è d’acciaio! Tipo il Brenna e in fondo come scalo anche io,
magari non bene ma siamo efficaci. Negli ultimi anni penso che il più
bravo sia stato ed è tuttora Yuji (Hirayama ndr). Abbiamo arrampicato
anche assieme ed è quello che mi ha colpito di più. Gente come Sharma o
Graham non li ho mai visti, vedo i filmati che sono spettacolari però
alla fine dovessi scegliere direi ancora Hirayama. A 38 anni ha ancora
fatto “Kinematix”, notevole! Poi l’ho visto fare tutto senza mai
lamentarsi, è venuto alla ”Discoteca”, prese scavate, prese sikate,
naturali, per lui era tutto bello, mi diceva “bravo, complimenti..”
Quando è sceso da “Noia” mi ha detto “Grazie per aver chiodato una via
così”…
- Chi
tra i grandi scalatori invece vedendolo ti ha deluso ?
Vedendolo
poi arrampicare? Mah oddio,anche all’inizio quando ho cominciato ad
arrampicare vedevo sulle riviste e sentivo parlare di alcuni miti…beh
non è che mi abbiano deluso, è che alcuni non li ho mai visti
arrampicare!.. Alla fine un nome leggendario, storico, forse vive sul
fatto che non si faccia mai vedere, però in fondo mi sarebbe piaciuto.
Anche alle gare all’epoca, una volta uno aveva il dito fasciato, un’atra
volta qualcuno stava male, una cosa e l’altra ma alla fine alcuni non si
sono mai messi in gioco e quindi sono rimasto deluso da quelli che hanno
evitato il confronto, non solo in gara ma anche in falesia. Insomma ne
senti parlare, vedi le foto, vedo ancora adesso le foto…Gli
altri no, nessuno mi ha deluso. Li ho visti arrampicare tutti, ho fatto
le gare con i più grandi nomi…tanti li ho battuti. L’unico che nella mia
carriera non ho mai battuto è Legrand, c’è l’ho ancora qua!.. Gli altri
li ho battuti tutti da Glowacz a Raboutou, Ben Moon, Tribout…
- Secondo
te perché? Ripensandoci ti mancava qualcosa rispetto a Legrand?
Io
l’ho trovato in quel periodo che era proprio su un altro pianeta, poi io
arrivavo da un ambiente che già fare le gare di Coppa del Mondo per me
era tanto e probabilmente mi accontentavo. Quando sono arrivato secondo
a Vienna ero contento così, non ho mai
pensato di poter fare di più. Poi mancava lo staff attorno, non eravamo
tanto legati tra noi atleti, anzi c’erano dei
problemi fra di noi, tra allenatori, la federazione, problemi di soldi…
Però sai, per un ragazzo trovarsi in mezzo a questi grandi nomi così di
colpo senza un supporto…la verità è che mi sono sempre accontentato.
- Quindi
quello che ti è mancato è stato solo a livello mentale?
Sì,
mentale. E’ andata bene a Cristian (Brenna ndr) che probabilmente è
riuscito a fare quel passo in più da atleta facendo quei 4-5 anni
sostenuto dal Gruppo Sportivo della Guardia di Finanza, dove io non
sono riuscito ad entrare.
- Delle
gare alla fine ti restano dei bei ricordi o qualche rimpianto?
No,
ho tutti dei bei ricordi. L’unico rimpianto è di non essere riuscito a
fare bene al Rock Master, l’ho sempre patito perché è il Rock Master. Mi
hanno invitato lì dopo una gara di C.d.M. dove ero giunto secondo e sono
arrivato che non ero nessuno…Invece in Coppa del Mondo e ai Campionati
Italiani mi sono sempre divertito e le ho fatte fino a che mi divertivo.
Poi con la nuova generazione iniziava ad esserci troppa tensione anche
in isolamento, a me piaceva parlare delle vie e dell’arrampicata, nel
momento in cui arrivavo e mi dicevano ” Sai che ho fatto i circuiti di
8b sul mio pannello…” allora c’era qualcosa di diverso. Ma ancora adesso
ci sono dei ragazzi in palestra che arrivano e dicono “Eh, va bene ,
sono in forma...ho fatto due rossi al B-side!..” Sì, capisco ma…tra un
po’ arriviamo a mettere la cronaca degli 8c su pannello! Per carità è
anche carino…ma dimmi piuttosto che hai fatto un 7a blocco fuori che
secondo me ha un senso.
- Chi
sono secondo te gli scalatori che hanno dato di più alla scalata
italiana?
Penso
quelli che hanno chiodato tanto. Mi viene in mente Gallo che ha lanciato
il finalese ed anche scalatori come il Camos con Cornalba che all’epoca
era una falesia bellissima. Comunque io ammiro quelli che hanno chiodato
perché le vie restano, magari non tutti i chiodatori avevano il livello
ma hanno chiodato vie che erano avanti…penso a “Peter Pan” a Cornalba
nell’84... A gente come Oviglia che ha fatto tanto senza avere un
livello strepitoso. C’è gente che ha chiodato più vie di quante ne abbia
salite!
- Su quale via ti vedresti sulla copertina della tua
autobiografia?
“Noia”.
Per forza! D’altronde è la mia via, è quella che mi ha portato al
successo. E’ la via perfetta! Una linea bella e fatta tanti anni fa
quando al mondo probabilmente vie di 8c+ di resistenza non ce n’erano.
C’era “Hubble” una via di Ben Moon, c’era già “Action Directe”, però
erano corte, di blocco. Addirittura potrebbe essere stata la prima.
Allora non ebbe tanto successo e infatti i climber famosi come Glowacz
non vennero a provarla. Ha avuto successo più tardi e oggi è tornata di
moda ed è una via di riferimento.
- Quali sono state le vie più importanti della tua carriera?
Sicuramente
“Le Plafond” perché è stata una prestazione che all’epoca ha cambiato
gli standard.I francesi hanno abbassato un po’ le orecchie…Sai, loro
erano i campioni del mondo, i più bravi, etc. Sicuramente hanno preso un
bel bastone e tra l’altro quel giorno erano presenti in tanti da Legrand
a Tribout a Francois Coffy, però non mi sembra abbiano rosicato sul
momento..
- Tu sei sempre "piaciuto" ai francesi, forse l’unico scalatore
italiano che stimano…
Sì,
ed anche io ho sempre stimato la Francia e ci ho scalato tanto. Tanti
francesi come Axel (Franco ndr) li devo ringraziare, abbiamo fatto tante
vie insieme. Ma per tornare alle vie importanti ce ne sono altre come
“Kendo” che ho fatto nel ’91, “Hyaena”, “Supermaratona”…era un periodo
che c’erano tutti questi 8b+ in Italia e 8c non ce n’erano ancora, io li
ho ripetuti tutti in un’estate. Poi “Sogni di Gloria” a Erto che mi ha
dato tanta soddisfazione salirla e tanta fatica per riuscire. Sono vie
che dico “meno male averle fatte all’epoca…dovessi farle adesso non
riuscirei più..!” Nello stesso periodo anche “Noi” faceva parte delle
vie di riferimento che cercavano di ripetere tutti.
- Quale ti dispiace non aver salito?
Ultimamente
“Kinematix”. Però non è che mi dispiace così tanto, forse più per il
grado. Ma non sento il bisogno di fare un 9a per forza. Mi spiace
inoltre non aver mai provato vie come “La Rambla”, fossero un po’ più
vicine…
- Potresti
scavarti un 9a su misura…perché non lo hai fatto?
No,
non lo scaverei mai un 9a. Scavato da me non lo vorrei fare, perché
sarebbe inventato, tracciato come vorrei io. Forse a Pian Bernardo
trovassi una linea dove scavare solo due o tre prese…però preferirei
ripetere un 9a chiodato da qualcun altro. A parte “Kinematix”, che non
si può neanche dire che sia poi una bella via, da metà in su è
completamente scavata, potessi fare un tiro di quel grado dovrei
trovarne uno che si addica alle mie caratteristiche. Di naturale c’è
“Biographie”, ma non è il mio genere, sono buchi distesi, monoditi..
- Tu
hai chiodato tantissime vie per tutti i livelli…
Sì,
l’ho fatto anche perché a me piace, mi piace chiodare. Le vie sono poi
venute di conseguenza per tutti i livelli perché a me piace fare le vie
omogenee. A Tenda o Andonno ho chiodato tiri che ho cercato di rendere
più omogenei possibile, addolcendo anche passi di blocco naturali, per
rendere le vie piacevoli da provare e magari anche da ripetere. Ci sono
tiri come “Hyaena” a Finale che fai una volta e basta. All’epoca poi
facevo vie di resistenza anche per allenarmi per le gare. I ragazzi che
fanno le gare oggi magari ci corrono, ma una volta erano giuste.
- Per concludere parlaci delle
cose che non ti piacciono del mondo della scalata?
Mah,
in Italia le polemiche e le critiche perché c’è ben poca gente che deve
parlare…Alcuni è meglio se stanno zitti, fanno polemica e poi li vedi
che si arrabattano… Guardando le piccolezze non mi piacciono le prese
segnate con la magnesite con delle righe lunghe così…e soprattutto
quando ne hanno pure due!! Non mi piacciono anche i rinvii troppo
allungati, doppi, tripli…e non mi piacciono quelli che partono con la
corda già passata nel terzo-quarto rinvio, capisco se rischi di arrivare
a terra dal secondo allora d’accordo, anche se una volta non si passava
lo stesso la corda e si rischiava. Anche la catena in mano io cerco di
non prenderla, su alcune vie storiche sei obbligato perché la via è
così, però oggi su quelle cose sono più comprensivo…Una cosa che invece
non ammetto e che oggi spesso si sta facendo, è richiodare le vie senza
rispettare la chiodatura originale. Alcuni si mettono lo spit come gli
fa comodo, magari lo abbassano di trenta centimetri e magari si scavano
pure una presa!.. Come è già accaduto ad Andonno nel settore centrale.
Va bene richiodare ma bisogna farlo tale e quale a prima altrimenti
cambia il tiro, soprattutto su quelle vie dove i moschettonaggi fanno
grado. Penso che le nuove generazioni dovrebbero capirlo e non credere
che la difficoltà sia dettata solo dai movimenti e non dai
moschettonaggi, perché non è così.

Zoom:
Classe………….
1969
Altezza………
1,72
Peso…………..
.
64,2 (questa mattina!)
Cibo…………….
Pizza, carne, buon vino…mi piace mangiare!
Musica………….Cantautori
italiani
Cinema…………Adesso
che ho più tempo mi sto rifacendo con la mia collezione di dvd. Ho appena finito i film
di guerra
e in questo
periodo sono un po’ aggressivo…
Amici……………Tanti!
No, non è vero…tanti conoscenti, gli amici si contano sulle dita una
mano…
Nemici………….Tutti! Cioè, penso tanti ma senza motivo…sai alla fine vengono a
scalare qua…Sicuramente io sono
un personaggio
scomodo.
Prossima via….. Magari
torno a provare “Kinematix” a inizio stagione e poi vedo…In questo
momento non ho tanta voglia e magari chiodo un’altra via ad Andonno.
Viaggi…………..Sì,
vorrei fare una vacanza che è un po’ che non ne faccio, pensavo a
Kalimnos…
Colore………….Nero!
Incazz.…nero!
Sito web………www.sevescassa.it
Un ringraziamento
a Severino per la cordialità e la disponibilità.
- Intervista raccolta il 4 marzo 2007
©instrapiombo.com 2008
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