|

Età:
26 anni
Peso:
60
kg.
Altezza:
1,73
Alimentazione:
ben
controllata
Cibo preferito:
pizza, gelato
Musica:
tutto, più elettronica
Colore:
blu
Web:
fabriziodroetto.com
competitions
Sogni:
vivere di ciò
che mi piace. Non per forza l'arrampicata. L'arrampicata adesso, non
mi spaventa l'idea di cambiare.
Love:
fidanzato da
dieci anni e quest'anno la mia metà ha iniziato a scalare: è il
massimo! L'andare in giro insieme è una motivazione che si è
aggiunta. Prima per andare ad arrampicare dovevo rinunciare a del
tempo con lei, adesso che andiamo via insieme mi sento più
appoggiato... più contento.
Le più belle croci in falesia:
degli 8a a vista tipo "La guerre de Rame" (ndr
via mitica
nel briançonnais nella falesia de "La Roche de Rame"), il primo 8b e
alcuni 7c stile tecnico. Non per forza le vie più dure tipo "Noia"
(8c+). Noia meno di tutti i tiri, mi piace di più l'a vista, mi da
delle emozioni più forti rispetto al lavorato. Sul lavorato arrivo
preparato alla sensazione di quando moschetto la catena invece
sull'a vista fino all'ultimo non sai mai... magari ti capita di
essere lì davanti alla catena e di sbagliare il tiro e ci rimani
veramente di mer.. e altre volte riesci a fare tutto perfetto,
moschetti ed è quella soddisfazione in più.
In lavorato:
"Noia"
8c+ ad Andonno (ITA)
I migliori risultati in competizione:
alcune vittorie in Coppa Italia e l'inaspettata finale in Coppa del
Mondo a Kranj. poi in finale sono andato male... ma il sol fatto di
essere entrato in finale...
-
Cosa pensi di trovare e/o cosa stai cercando nella scalata?
Il confronto
con me stesso. Mi diverto a mettermi costantemente alla prova.
Sembra scontato ma alla fine credo che sia ciò che attira tutti gli
arrampicatori: mettersi di fronte ai propri limiti e vedere come
reagisci tutte le volte. Ti metti sempre in gioco però hai reazioni
diverse a seconda della giornata, una scoperta nuova tutti i giorni:
la volta che rendi al massimo, la volta che hai i ..zzi per la testa
e non riesci ad esprimerti. Poi, dopo anni che scali, mettersi in
gioco su gradi non necessariamente estremi: dopo un infortunio che
ti ferma e ti costringe a ripartire su gradi che prima erano
scontati. Ti metti lì e se hai voglia ti rimetti in gioco anche sul
7b o 7c. L'attrazione è poi questa: non il grado ma il soffrire,
l'andare al limite.
- Un 2008 poco fortunato. Raccontaci…
Sono stato sfigatissimo quest'anno... ma
non solo io..! Sarà l'anno bisestile!? Prima il dito che mi ha
tenuto fermo per cinque mesi e allora mi sono dato allo skateboard e
dopo un mese e mezzo... distorsione della caviglia!
- Ultima gara
internazionale a Kranj (SLO) nel 2006 e poi sei sparito dal mondo
delle competizioni. Cosa è successo?
Un calo di motivazione ed inoltre non mi andavano tanto alcune
condizioni della Federazione. La competizione in sé tutt'ora mi
attrae ma probabilmente non ho più voglia di essere preso solo dalle
gare. Adesso ho voglia di divertirmi, di andare in giro con la
fidanzata. So che si può fare gare e falesia, molti atleti forti
fanno entrambe le cose, ma io sono molto meticoloso nella
preparazione e se faccio gare mi devo mettere i paraocchi e
concentrarmi solo su quello e se vado in giro a scalare ho meno
energie mentali per la gara.
- L’IFSC spinge la disciplina “speed”: cosa ne pensi?
Non mi interessa assolutamente. Per me
l'arrampicata è sulla difficoltà e non sul tempo.
- Attualmente la scalata è più un lavoro o una passione?
Assolutamente una passione, fortunatamente
un lavoro. Mi ritengo fortunato a lavorare in una palestra di
arrampicata (ndr il BoulderBar a Torino) perché ho più tempo per
allenarmi, non ho "tempi morti" e mi piace stare a contatto con
altre persone che scalano. Beh, sostanzialmente perché ho tanto
tempo per allenarmi.
- Cosa
ti da l’insegnamento?
Mi è servito per rendermi conto di
altri modi di concepire l'arrampicata che non è per forza "la
ragione di vita". Ci sono modi più tranquilli: puro divertimento,
per mantenersi in forma: c'è gente che viene in palestra come
alternativa alla palestra tradizionale; c'è chi si allena per fare
l'uscita una domenica ogni due settimane e non con la visione di
doversi migliorare a tutti i costi.
- Che meta sceglieresti per un viaggio “arrampicatorio”?
Spagna. Andrò
giù a novembre.
- Come
ti alleni: più a secco o più sul campo, cioè in falesia?
Adesso metà e metà. Due/tre volte in
falesia e due/tre volte su muro. In periodo di competizione quasi
esclusivamente su muro, adesso, che non ho più l'obiettivo della
gara, mi piace di più andare fuori su tutti i tipi di roccia e tutti
gli stili: anche la placca! E non mi sembra più una perdita di tempo
come nei periodi agonistici.
- Qual è il personaggio del mondo verticale che più ti ha
ispirato o affascinato?
Nessun idolo.
Ammiro Cristian Brenna, ha saputo reinventarsi e rivalutarsi. Prima
le gare, poi i tiri duri in falesia e adesso l'alpinismo. Si rimette
sempre in gioco. L'ho conosciuto alle gare ed abbiamo avuto modo di
confrontarci. Quando ho iniziato a scalare leggevo di lui sulle
riviste, delle vie che realizzava in falesia... La prima volta che
l'ho incontrato ero emozionato e lui è stato simpaticissimo,
spontaneo... è un grande!
- La scalata in Italia e nel resto del mondo: come spieghi
che all’estero ci sono anche donne che fanno l’8b+ a vista ed in
Italia gli uomini non hanno ancora superato la barriera dell’8b
o.s.?
Come me lo
spiego!? Eh, non me lo spiego! Sicuramente c'è un abisso tra noi
italiani e gli scalatori degli altri paesi come Francia, Spagna etc.
Basta vedere i ragazzini oltralpe di 16/17 anni - e pure meno -
fanno già dell'8b a vista e noi non abbiamo neanche i
venticinquenni! Da noi quelli che arrampicano sull'8b/8b+ sono
sempre gli stessi, non ci sono facce nuove. Quando ho iniziato a
scalare ero il più giovane, adesso vado in falesia e sono sempre il
più giovane che gira su quei gradi. Se fossimo all'estero sarei uno
dei più vecchi. In Italia non c'è il ricambio e stesso discorso vale
per le competizioni. Siamo rimasti senza la squadra nazionale di due
anni fa di cui facevo parte insieme a Flavio Crespi, il "Canon"
Zardini, la Lavarda... giovani non ce ne sono e non si qualificano
nemmeno ed inoltre manca loro la voglia di fare i tiri in falesia.
Nel boulder siamo messi bene con Gabriele Moroni che sta andando
forte e realizza anche in falesia oltre che nei blocchi. E' in
difficoltà che non c'è nessuno. Forse per il maggior impegno. Nel
boulder ti alleni anche andando fuori con gli amici e ti diverti
pure, in difficoltà l'allenamento è sicuramente più stressante: devi
stare chiuso nei palazzetti a fare le ripetute, sacrificare tutto il
tuo tempo e se non hai nemmeno un muro con la corda vicino devi
andare una settimana una tantum in Austria o in Francia e uno
studente che va al liceo o deve dare gli esami o non ha i soldi non
lo può fare. E poi dedichi tutto questo tempo e queste energie ma
"un domani"!? Difficile vivere di scalata.
- Cosa pensi di un fenomeno come Adam Ondra che ha solo 15 anni ma
in un mese realizza uno score di vie che supera le intere carriere
di uno Gnerro+Brenna+Scassa & C.?
E' pazzesco! E'
un talento. Secondo me è un bene che sia uscito un talento così.
L'arrampicata è uno sport giovane e come è già capitato in altri
sport di colpo si alza il livello: nuovi standard.
- La
via che ti ha lasciato un segno?
Il primo 8b a
vista.
- Dopo i problemi fisici stai tornando in forma: quale sarà il tuo
primo 9…?
Già in molti me
lo hanno chiesto. Sicuramente è un grado a cui tutti aspirano però
non è una cosa che mi stimola al punto di allenarmi e non lo sogno
di notte. A me piace l'a vista, mi da più soddisfazione fare degli
8b a vista (ndr magari il primo 8b+ italiano!) che non un 9a in
lavorato. Di testa non sono portato per il super lavorato, quando
non penso più e meccanizzo mi spengo, mi demotivo e non riesco più
ad essere grintoso ed aggressivo come nella scalata a vista.
- Come ti vedi tra dieci anni?
Con un altro
lavoro!?
A dover lottare per andare un giorno in falesia o a spingere un
passeggino!? No, non ne ho idea, non mi voglio vedere. Penso al
presente.
- Ci sono personaggi sopravvalutati?
Ci sono personaggi che sicuramente sanno vendersi o sono venduti
molto bene ma non per questo sono forti.
Comunque la cosa importante è scalare mettendosi veramente in gioco
e non solo a parole!
Ringraziamo Fabrizio per la sua spontaneità e
disponibilità

©instrapiombo.com 2008 |